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PERCHÉ GLI EBREI SONO ODIATI DA COSÌ TANTE PERSONE?
PERCHÉ COSÌ TANTE PERSONE SONO ANTISEMITE? COME E PERCHÉ
L’ANTISEMITISMO HA AVUTO INIZIO? ESISTE UNA SOLUZIONE PER L’ANTISEMITISMO?



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ECCO LA RAGIONE PRINCIPALE

PER CUI LA GENTE ODIA GLI EBREI

E DI CUI NESSUNO PARLA





 

 

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Fin dai tempi antichi il mondo ha avuto il suo elenco di meraviglie (in genere sette). Nell’antichità, insieme ad altre, facevano parte della lista: la Grande Piramide di Giza (l’unica meraviglia della lista originale ancora in piedi), la statua di Zeus ad Olimpia, il colosso di Rodi (di cui si sta costruendo oggi una nuova, [1] gigantesca versione). Nel corso del tempo, le meraviglie del mondo sono cambiate a seconda dell’identità e del luogo di residenza dei compilatori della lista, che hanno incluso posti come la Grande Muraglia cinese, il Taj Mahal e Stonehenge.

Di recente un’altra meraviglia è emersa, o piuttosto riemersa, visto che è stata con noi più a lungo anche della Piramide di Giza. Non si tratta in realtà di una singola meraviglia ma di una serie, che però ruota interamente intorno ad una sola domanda: Perché la gente odia gli Ebrei?

Gli Ebrei sono dei sopravvissuti miracolosi o sono salvaguardati per uno scopo?


 

mark-twain-1In “A proposito degli ebrei,” Mark Twain rifletté sia sull’odio nei confronti degli Ebrei che sulla loro sopravvivenza: “…Gli ebrei costituiscono meno dell’un per cento della razza umana… Bene, degli Ebrei, a mala pena si dovrebbe parlare, ma se ne sente parlare, e se ne è sempre sentito parlare… Gli Egiziani, i Babilonesi e i Persiani sorsero, riempirono il pianeta di suoni e splendore, e si dissolsero come un sogno e svanirono. Poi vennero i Greci e i Romani, fecero un gran rumore, e se ne andarono. Altri popoli sorsero e tennero alta la loro torcia per un certo periodo. Ma poi la torcia si consumò, e adesso siedono nella penombra, o sono scomparsi… L’Ebreo li vide, li combatté e adesso è quello che è sempre stato, senza alcuna decadenza, senza gli acciacchi dell’età, senza debolezze, senza diminuzione delle energie… Tutte le cose sono mortali, tranne l’Ebreo. Tutte le altre forze passano, egli resta. Qual è il segreto della sua immortalità?” [2]

Non meno sbalorditivo della sopravvivenza degli Ebrei è il fatto che dal Faraone a Hitler, praticamente ogni detrattore degli Ebrei, perseguitandoli, abbia segnato il suo destino. Alcuni non erano persino a conoscenza del fatto che gli Ebrei fossero indistruttibili, ma non gli fu d’aiuto, come se fossero costretti da una forza più grande di loro. Nel Mein Kampf, Adolf Hitler scrisse: “Quando ho analizzato l’attività del popolo ebraico, ad un tratto è sorta in me la spaventosa domanda se un imperscrutabile destino, con determinazione eterna ed immutabile, forse per ragioni sconosciute a noi poveri mortali, non desiderasse la vittoria finale di questa piccola nazione”. [3] Nonostante questa premonizione Hitler provò, e quasi riuscì, a sterminare l’ebraismo europeo. Ma anche lui, alla fine, non ci riuscì e passerà alla storia come la personificazione del male.

Odiati o amati, gli Ebrei sono stati sempre trattati come diversi. Vengono giudicati con standard diversi, riveriti, ammirati e odiati più di ogni altra nazione sulla faccia della Terra.

Il vescovo britannico, Thomas Newton, scrisse riguardo gli Ebrei: “Cos’altro se non un potere soprannaturale avrebbe potuto preservarli in un modo in cui nessun’altra nazione sulla Terra è stata preservata?” [4] Il matematico francese, Blaise Pascal, meditò sulla formula che aveva permesso agli Ebrei di arrivare fino a noi: “Questo popolo non è eminente solo per la sua antichità, ma è singolare anche per la sua durata, che è continuata sempre dalle origini fino ad ora, nonostante gli sforzi di molti re potenti che hanno cercato di distruggerli centinaia di volte”.[5]

L’illustre scrittore russo, Lev Tolstoj, rifletté sulla sopravvivenza degli Ebrei, ma intuì anche che la loro esistenza aveva a che fare con un unico scopo: “Cos’è l’Ebreo?… Quale tipo di creatura unica è questa che tutti i capi di tutte le nazioni del mondo hanno disonorato, schiacciato, espulso e distrutto; perseguitato, bruciato e annegato, e che, a dispetto della loro rabbia e della loro furia, continua a vivere e prosperare?… L’Ebreo è il simbolo dell’eternità… Egli è colui che ha custodito il messaggio profetico e lo ha trasmesso a tutta l’umanità. Un popolo come questo non può mai sparire. L’Ebreo è eterno. Egli è l’incarnazione dell’eternità”. [6]

L’odio per gli Ebrei non ha senso


 

tolstoiForse dell’odio per gli Ebrei l’aspetto che colpisce di più è la sua irrazionalità. Ci sono così tante ragioni per odiare gli Ebrei quante sono le persone. Tutto ciò che sconvolge, ferisce o scontenta la gente viene spesso attribuito agli Ebrei. Gli Ebrei sono stati accusati di manipolare i media per i loro bisogni, di usura, di calunnie del sangue (presunti sacrifici umani) di varie forme, anche di avvelenamenti, di controllare il commercio degli schiavi, di slealtà verso i paesi che li avevano accolti, di espiantare gli organi [7] e di diffondere l’AIDS. [8]

Inoltre, gli Ebrei sono spesso accusati di “crimini” contrastanti fra loro. I comunisti li accusano di aver creato il capitalismo; i capitalisti di aver inventato il comunismo. I Cristiani li accusano di aver ucciso Gesù, e François Voltaire, il famoso storico e filosofo francese, di aver inventato il Cristianesimo. Gli Ebrei sono stati etichettati come guerrafondai e codardi, razzisti e cosmopoliti, smidollati e inflessibili, la lista potrebbe continuare all’infinito.

Chiaramente, l’odio per gli Ebrei è irrazionale e profondo. Yehuda Bauer, professore di Studi sull’Olocausto all’Università Ebraica di Gerusalemme, crede che l’antisemitismo rimanga latente fino a quando non viene attivato, di solito durante le crisi.[9] Si prevede che le molteplici crisi che stiamo osservando in tutto il mondo continueranno ad esacerbare l’attuale ondata di antisemitismo.

Una ragione più profonda dietro l’odio per gli Ebrei


 

newtonIl punto più importante da considerare in questa breve rassegna sull’antisemitismo è che se vogliamo trovare la causa dell’antisemitismo, dobbiamo guardare sotto la superficie. Come abbiamo visto, le razionalizzazioni non possono spiegare l’esistenza, la persistenza e la diversità dell’odio verso gli Ebrei. È in gioco qui una radice più profonda. Quando l’antisemitismo si risveglia, viene giustificato a seconda del contesto particolare e pertanto assume varie forme e manifestazioni in tempi diversi.

Sin dai tempi antichi gli Ebrei sono stati soprannominati “il popolo eletto”, quelli scelti per essere “Una luce per le nazioni.” Tuttavia, oggi gli Ebrei vengono accusati di fare esattamente il contrario. In ebraico c’è un detto famoso: “Entra vino, esce un segreto”. Diversi anni fa l’attore Mel Gibson è stato arrestato [10] dalla polizia stradale per sospetta guida in stato di ebbrezza. La sua risposta all’ufficiale fu imprecare contro gli Ebrei e dichiarare: “Gli Ebrei sono responsabili di tutte le guerre del mondo. Lei è Ebreo?”

L’ex Primo Ministro della Malesia, il Dott. Mahathir Mohamad, era presumibilmente molto più sobrio di Mel Gibson, quando il 21 gennaio 2010 ha parlato alla Conferenza per il Sostegno di Al-Quds. Eppure, la sobrietà non ha inibito la sua dichiarazione che “Anche dopo il loro sterminio da parte dei nazisti tedeschi, loro (gli Ebrei) sono sopravvissuti per continuare ad essere la fonte di problemi ancora più gravi per il mondo”. [11]

In determinate circostanze, anche le persone meno note per nutrire esplicitamente sentimenti anti-ebraici esprimeranno pensieri che possono solo essere interpretati come antisemiti. Quando il reporter di Israeli National News, Henry Schwartz, si è avvicinato al generale in pensione “Jerry” Boykin, è stato accolto con un’osservazione sorprendente: “Gli Ebrei sono il problema. Gli Ebrei sono la causa di tutti i problemi del mondo”. [12]

Tali generalizzazioni dovrebbero dirci qualcosa: se la gente crede che gli Ebrei siano responsabili di tutti i problemi del mondo, deve anche aspettarsi che gli Ebrei li risolvano. Di fronte a una tale convinzione che gli Ebrei sono responsabili del benessere del mondo, fino a quando ci saranno problemi nel mondo ci sarà odio verso gli Ebrei. E più c’è sofferenza, più rabbia si accende verso gli Ebrei. Se gli Ebrei sono responsabili di ogni problema, allora per ogni problema la colpa è degli Ebrei. Gli ebrei sono la causa dell’AIDS, dei terremoti, del terrorismo, e anche la crisi finanziaria è certamente causata dagli Ebrei! Qualsiasi cosa è colpa degli Ebrei.

La convinzione che gli Ebrei siano responsabili di tutti i problemi e debbano quindi risolverli implica che l’antisemitismo non spunta, come alcuni credono, in tempi di crisi perché gli Ebrei sono un facile capro espiatorio. Al contrario, agli occhi delle persone gli Ebrei sono davvero i colpevoli. Quando le cose vanno bene la gente lascia stare gli Ebrei. Ma quando arrivano i problemi, gli Ebrei sono accusati di esserne la causa.

Evidentemente, volenti o nolenti, gli Ebrei non hanno mai smesso di essere il popolo eletto: scelto per correggere il mondo. E la ragione per cui esiste l’antisemitismo è molto semplicemente che il mondo non è ancora corretto.

 

Gli Ebrei: scelti contro il loro volere


 

JohnsonEssere “coloro che correggono il mondo” è un compito arduo per chiunque, lo è specialmente quando non si ha alcun desiderio di essere come uno, se anche si avesse voglia, non avendo idea di cosa significhi o di come arrivarci. Gli Ebrei di oggi, per la maggior parte, non hanno idea di cosa significhi essere un popolo eletto o una “Luce per le nazioni”, né vogliono aver nulla a che fare con questo.

Quando gli Ebrei sono lasciati soli tendono ad integrarsi. Al culmine della convivencia (coesistenza amichevole) tra Ebrei e Cristiani in Spagna, scoppiò l’inquisizione che estinse senza pietà la comunità ebraica. Cinque secoli dopo, quando gli Ebrei in Germania erano quasi completamente emancipati e cercavano di dissolversi nella società tedesca, venne fuori il partito nazionalsocialista che ha sterminato quasi completamente gli Ebrei di tutta Europa.

Oggi, gli Ebrei negli USA si trovano in una situazione simile a quella in cui si trovarono gli Ebrei tedeschi prima della Seconda Guerra Mondiale. Gli Ebrei americani sono in gran parte convinti che sia improbabile vedere dall’altra parte dell’Atlantico il velenoso antisemitismo che vediamo in Europa. Tuttavia, la realtà del crescente antisemitismo nei campus statunitensi [13] e la diffusione della violenza antisemita negli USA, come gli accoltellamenti, [14] indicano che gli Ebrei stanno di nuovo per cadere nella trappola dell’autocompiacimento. Come è accaduto in Spagna e in Germania, più gli Ebrei statunitensi cercano di integrarsi, più dolorosamente saranno respinti. Sta già cominciando ad accadere, e la somiglianza tra il processo passato e la situazione attuale in America rende precario lo stato, apparentemente benigno, degli Ebrei statunitensi.

Come per le sue diaspore, lo Stato d’Israele desidera solo essere una nazione nella famiglia delle nazioni. Invece viene rimproverata più e più volte, specialmente dall’ente che rappresenta il mondo intero: Le Nazioni Unite. Il rapporto che segue, di UN Watch, dimostra l’inspiegabile e sproporzionata attenzione negativa data ad Israele [15]: “Nel 2015 la sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato 20 risoluzioni che si concentravano unicamente su Israele per criticarla e solo 3 risoluzioni sul resto del mondo messo insieme… Le tre che non riguardano Israele sono: una sulla Siria, il regime che ha ucciso più di 200.000 persone del suo stesso popolo, una contro l’Iran, e una sulla Corea del Nord. Quest’anno (70 sessioni) non è previsto che venga adottata una sola risoluzione generale delle Nazioni Unite contro le gravi e sistematiche violazioni commesse dalla Cina, da Cuba, dall’Egitto, dal Pakistan, dall’Arabia Saudita, dallo Sri Lanka, dal Sudan, dallo Yemen, dallo Zimbabwe o contro decine di altri responsabili di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani”.

E se questo non è abbastanza, la rapida diffusione [16] del movimento BDS sta dando il massimo per isolare Israele economicamente, politicamente, culturalmente ed accademicamente. Per dirla in modo semplice, più Israele cerca di “mimetizzarsi”, più viene respinta in maniera feroce.

Per quanto duramente gli Ebrei tentino, non potranno evitare di fare quello che devono. Può darsi che non sappiano cosa debbano fare o come farlo, e la gente può dire che non crede che loro siano il popolo eletto, ma l’esistenza nei loro confronti di un odio globale ed onnipresente, dimostra che gli Ebrei sono stati additati come i peggiori malfattori del mondo. Ora, o si renderanno conto di qual è il male che stanno facendo correggendolo, oppure il mondo li punirà ancora una volta.

 

Il modo per affrontare, alla radice, la ragione per la quale la gente odia gli Ebrei


 

graphPer capire cosa stiano facendo di sbagliato gli Ebrei, dobbiamo guardare come, e soprattutto perché si è formata la nazione ebraica. Il padre del Giudaismo e di tutte le religioni Abramitiche è nostro Padre Abramo (Abramo il Patriarca), che simboleggia la misericordia. Il Midrash (Beresheet Rabah) ci dice che quando Abramo vide la gente del suo paese discutere e litigare cercò di portare la pace e di aiutarli ad unirsi. Con le parole del Midrash, cercò di “riappacificare” tutte le persone del mondo.

Il libro, Pirkey de Rabbi Eliezer, descrive come Abramo una volta, mentre camminava vicino alla Torre di Babele, si trovò ad osservare la gente che la stava costruendo, sollevando le pesanti pietre una alla volta. Egli notò che se fosse caduta una pietra i lavoratori avrebbero pianto la sua perdita, ma se fosse caduto uno dei compagni, lo avrebbero completamente ignorato. Quando vide questo li maledisse e desiderò il loro fallimento.

Quando Abramo scoprì che il problema dei suoi conterranei era la disunione e l’alienazione, cominciò ad esortarli ad unirsi. Anche quando fu espulso dalla sua terra continuò a gridare il suo messaggio, e chiunque fosse in risonanza con il messaggio di unione al di sopra di tutte le differenze era accolto per unirsi a lui. Maimonide, il grande studioso del  XII secolo, descrive gli sforzi di Abramo per diffondere il suo messaggio di unione e per lasciarlo in eredità ai suoi discendenti, sia fisici che spirituali, fino a quando il suo piccolo entourage non divenne una nazione basata sull’unione e sull’amore fraterno: “(Abramo) cominciò a chiamare tutto il mondo… vagando di città in città e di regno in regno finché non giunse al paese di Canaan… E dal momento che (la gente dei luoghi in cui aveva vagato) si era riunita intorno a lui chiedendogli di parlare, lui insegnò a tutti… fino a che non li riportò sul cammino della verità. Decine di migliaia di persone infine si riunirono intorno a lui, queste persone sono le persone della ‘casa di Abramo.’  Egli piantò questo principio nei loro cuori, compose dei libri su questo, e insegnò a suo figlio, Isacco. E Isacco sedette e insegnò, ammonì e informò Giacobbe e lo nominò insegnante per sedersi e insegnare… E Giacobbe il patriarca insegnò a tutti i suoi figli…”. [17]

Nessun’altra nazione è stata forgiata in questo modo, in cui persone di diversi ambienti, etnie e fedi sono diventate una nazione basata sull’amore fraterno, superando le varie origini, credenze o qualsiasi altra diversità. Lo hanno fatto perché hanno intuito che si trattava, come ha detto Maimonide, del “sentiero della verità”. Sentivano che l’alienazione e l’animosità non portano il bene da nessuna parte e perciò cercarono di unirsi.

Abramo, persona curiosa per natura, scoprì che l’enorme diversità tra di noi deriva da una fonte: una forza creativa che si manifesta in una miriade di modi che riconducono a quella fonte. Egli comprese che l’indifferenza e l’alienazione del suo popolo, come vide per i costruttori della torre, potevano essere corrette se questo fosse stato unito nel desiderio di capire quella forza, come aveva fatto lui. Ma siccome loro non erano a conoscenza dell’esistenza di questa forza, erano diventati separati e alienati l’uno dall’altro, credendo in cose differenti e aspirando a cose diverse.

Tuttavia, in quel tempo i Babilonesi non erano pronti all’idea che un’unica forza benevola comprendesse tutta la realtà. Come ci dicono il Midrash e Maimonide, Abramo fu espulso dal suo paese a causa delle sue idee. Ma mentre vagava, raccolse attorno a sé dei seguaci, piantò nei loro cuori l’amore fraterno e divennero una nazione impegnata a trasmettere il suo metodo per la felicità attraverso l’unione.

Una Luce per le Nazioni: indicare al mondo intero la strada dell’unione


 

graphL’arrivo di Mosè ha introdotto una nuova fase nello sviluppo della nazione israeliana. L’egocentrismo e l’alienazione erano cresciute nel mondo attorno a loro così come dentro di loro. Al tempo di Mosè, Israele aveva raggiunto un tale livello di disunione che aveva bisogno di un nuovo metodo per unirsi al di sopra di essa. Erano anche molti più Ebrei di quelli della tribù che era andata in Egitto. Al tempo di Mosè c’erano tre milioni di persone, troppi per insegnare loro nel modo in cui Abramo aveva insegnato ai suoi studenti.

Come dice il proverbio “la necessità è madre dell’invenzione”. La necessità di trovare un nuovo metodo per insegnare alla gente ad unirsi ha comportato il dono della Torah, il Pentateuco, anche noto come I cinque Libri di Mosè. Ma la ricezione della Torah è avvenuta con un prerequisito: prima bisognava accettare di unirsi “Come un solo uomo con un solo cuore”.

Una volta che gli Ebrei si unirono, venne data loro la Torah e divennero una nazione. Ma quella nazione non era come le altre. Essendo fondata sul principio dell’amore per gli altri, era stata investita della missione di trasmettere il metodo per unirsi, per amare il prossimo come sé stessi. Questo, quando gli è stato detto di essere “Una luce per le nazioni”, cioè mostrare al mondo intero la strada dell’unione, proprio come Abramo aveva cercato di fare a Babilonia e dovunque andasse.

Abramo, non aveva intenzione di unire gli Ebrei. Ai suoi tempi, il giudaismo come lo conosciamo ora nemmeno esisteva. Come abbiamo detto sopra, egli cercò di “riappacificare tutte le persone del mondo”.

Tutti i successori di Abramo lo sapevano e hanno continuato il suo retaggio. Il grande Kabbalista, Rabbi Moshe Chaim Lozzatto (Ramchal), scrisse in Adir BaMarom (Il Potente Signore in Cielo) “Noè venne creato per correggere il mondo nello stato in cui era in quel tempo”. [18] In, Il Commentario di Ramchal alla Torah, egli scrisse che “Mosè desiderava completare la correzione del mondo in quel tempo. Questo è il motivo per cui prese una moltitudine mista, perché pensava che così sarebbe stata la correzione del mondo… Tuttavia, non ci riuscì a causa delle corruzioni che si verificarono lungo il percorso”. [19] Comunque, il mondo non era pronto ad abbracciare con tutto il cuore l’unione. Di conseguenza, coloro che si impegnarono ad essere “Come un solo uomo con un solo cuore” divennero il popolo d’Israele a cui fu affidato il compito di custodire il metodo per raggiungere l’unione fino a quando il mondo non sarebbe stato pronto.

Il popolo d’Israele ha lavorato duramente per mantenere il principio dell’unione. Ha dovuto combattere contro i propri egoismi in crescita e gli attacchi da parte delle altre nazioni. Ma come ci dice Il libro dello Zohar (Il libro dello Splendore) “Tutte le guerre nella Torah sono per la pace e l’amore”. [20] Il Libro dello Zohar parla anche di come sia importante elevarsi al di sopra dell’odio, non solo per le parti divise ma per tutto il mondo. Nel libro, nella parte Aharei Mot, è scritto “‘Guardate, quanto è buono e quanto è bello che i fratelli siedano anche insieme’. Questi sono gli amici che siedono insieme e non sono separati gli uni dagli altri. Dapprima, sembrano persone in guerra, che desiderano uccidersi a vicenda. Poi tornano ad essere nell’amore fraterno. …E voi, gli amici che sono qui, siccome prima eravate nell’affetto e nell’amore, d’ora in poi non sarete più separati… E per merito vostro ci sarà  pace nel mondo, come è scritto, ‘Per il bene dei miei fratelli e dei miei amici lasciatemi dire  ‘Lasciate che la pace sia dentro di voi””. [21]

Perché l’unione è necessaria per gli Ebrei e per il mondo


 

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La distruzione del Secondo Tempio segna un punto chiave nella storia del mondo. Non solo il popolo ebraico fu esiliato dalla terra di Israele, gli Ebrei persero anche la loro Guerra contro l’egocentrismo. Per la prima volta dalla sua nascita, il principio “Ama il prossimo tuo come te stesso” non fu la regola guida all’interno della nazione. Gli Ebrei avevano ancora una grande considerazione dell’unione, come fanno ancora oggi, ma cominciarono ad usarla per raggiungere scopi egoistici anziché come mezzo per la correzione dell’ego e come una risorsa da trasmettere a tutta l’umanità.

Nel tempo, fin dalla distruzione del Tempio, molti saggi hanno riconosciuto l’assoluta necessità dell’unione per gli Ebrei e per il mondo. Purtroppo, la loro voce non è stata ascoltata perché gli Ebrei erano troppo preoccupati per loro stessi. Il libro, Shem Mishmuel, ci dice: “L’intenzione della creazione era che tutti fossero un unico fascio… ma a causa del peccato (l’egoismo) la cosa è stata rovinata. La correzione è cominciata con la generazione di Babilonia, cioè la correzione con la raccolta e il raduno di persone che è cominciata con Abramo… E la correzione finale sarà quando ognuno diventerà un solo fascio”. [22]

Similmente, nei primi del 1900  Rav Kook scrisse: “In Israele c’è il segreto dell’unione del mondo”. [23] Rabbi David Solomon scrisse in Willows of the Brook: “A Israele è imposta l’unione dei cuori, come è scritto: ‘E Israele è accampato lì’ in forma singolare (in ebraico)… nel senso che possedeva l’unione”. [24]

Si noti la grande importanza che Rabbi Kalman Epstein, autore di Maor VaShemesh, attribuisce all’unione: “La prima difesa contro le calamità sono l’amore e l’unione. Quando in Israele ci sono amore, unione e amicizia reciproca, su di loro non può arrivare nessuna calamità… Quando c’è un legame tra loro, e nessuna separazione dei cuori, avranno pace e tranquillità… e per mezzo di questo vengono rimosse tutte le maledizioni e le sofferenze”. [25]

Purtroppo, pochissimi hanno ascoltato. E quando gli Ebrei non ascoltano e non si uniscono, ne subiscono le conseguenze. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Rav Yehuda Ashlag scrisse in un articolo che ha intitolato “La Nazione”: “È chiaro che l’immenso sforzo richiesto a noi lungo il cammino accidentato richiede prima un’unione forte e solida come l’acciaio, da parte di tutte le fazioni della nazione, senza eccezione. Se non usciremo con ranghi uniti verso le potenti forze che ostacolano il nostro cammino allora saremo condannati prima ancora di iniziare”. [26]

La crescente pressione sugli Ebrei


 

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Fino a quando l’umanità è stata impegnata interamente nella sua traiettoria egocentrica, premiando le realizzazioni personali con riconoscimenti, la pressione sugli Ebrei è stata relativamente tollerabile. Eppure, poiché ogni volta che c’è un male gli Ebrei sono da incolpare, gli Ebrei hanno sofferto persecuzioni ed espulsioni ovunque siano andati. Dal momento che l’odio e la disunione sono al centro di tutti i problemi, gli Ebrei sono stati visti sempre come responsabili, anche se i persecutori non potevano spiegare razionalmente la ragione per cui accusavano gli Ebrei e dovevano farsi perdonare le assurde dicerie su di loro. Tuttavia, per quanto penose, queste persecuzioni non erano destinate ad annientare del tutto gli Ebrei.

All’inizio del XX secolo le cose cominciarono a cambiare. L’Europa era bloccata in rivalità e alleanze, e le tensioni erano elevate. L’odio è culminato nello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Per la prima volta vennero usate armi chimiche, molti milioni di persone morirono, e molte altre rimasero povere e senza speranza. La Germania venne messa in ginocchio, ma tutta l’Europa era in rovina. Nessuno era felice.

Quando Hitler salì al potere e accusò gli Ebrei della guerra, quasi nessuno obiettò. Inizialmente, non aveva pianificato di sterminare gli Ebrei, ma solo di espellerli dal suo paese. Nell’estate del 1938, quando Hitler sentì parlare di una conferenza a Evian, in Francia, per discutere la possibilità di aiutare gli Ebrei ad uscire dalla Germania, disse: “Noi siamo pronti a mettere tutti questi criminali a disposizione di quei paesi, per quel che mi riguarda, anche su navi di lusso”. [27] Ma come le nazioni non vogliono gli Ebrei oggi, non li volevano neanche allora. Con affabile indifferenza, paese per paese si sottrasse dal prendere gli Ebrei. Il delegato australiano, T. W. White, osservò con sarcasmo: “Siccome noi non abbiamo alcun problema razziale, non desideriamo importarne uno”. [28]

Anche dopo la conferenza di Evian, Hitler non si arrese e cercò di accelerare il ritmo dell’emigrazione ebraica forzata dalla Germania. Il 13 maggio 1939, fece quello che aveva promesso e 900 Ebrei partirono per Cuba, [29] sul transatlantico di lusso  S.S. St. Louis, sperando col tempo di entrare negli Stati Uniti.

Ma Cuba negò loro l’ingresso. Disperati, cercarono di puntare dritto verso la Florida, ma gli americani non gli avrebbero permesso di attraccare. Lasciati senza scelta, tornarono in Europa dove centinaia di loro morirono a causa della Shoah.

La Shoah dette agli Ebrei una pausa dall’odio e contribuì a trasformare la simpatia delle nazioni verso di loro a tal punto da far votare a favore della creazione di uno Stato Ebraico. Ma quella pausa fu di breve durata. Dalla Guerra dei Sei Giorni nel 1967, il mondo si rivoltò ancora una volta contro gli Ebrei, in particolare contro Israele.

Mentre il mondo si deteriora nel caos, crisi dopo crisi, la pressione sugli Ebrei continua a crescere. Alcuni anni fa, una seconda Shoah era impensabile. Oggi è una preoccupazione che la gente sta cominciando ad esprimere apertamente.

Nei primi anni cinquanta, Rav Yehuda Ashlag compose Gli Scritti dell’Ultima Generazione in cui descrive l’evoluzione che vide per lo sviluppo politico del mondo, soprattutto nel mondo occidentale. “Il mondo erroneamente considera il nazismo come emanazione particolare della Germania”, egli scrive. “In verità è un’emanazione della democrazia e del socialismo che sono stati lasciati senza … educazione e giustizia. Così, tutte le nazioni sono uguali in questo; non c’è alcuna speranza che il nazismo perirà con la vittoria degli alleati, perché domani gli anglosassoni adotteranno il nazismo, in quanto anche loro vivono in un mondo di democrazia e nazismo”. [30]

Gli Ebrei devono al mondo una società migliore


 

In diversi saggi, Rav Ashlag ha esposto le ragioni per cui non ci sarà pace nel mondo finché non ci sarà unione e amore fraterno in tutto il mondo. Egli spiega anche che quanto più il mondo soffre delle avverse conseguenze di ciò che i ricercatori, Twenge e Campbell, chiamano “narcisismo epidemico”, [31] più la gente rivolgerà la sua rabbia contro gli Ebrei. Inconsciamente, le persone si aspettano che gli Ebrei spianino la strada per una società migliore, cioè che siano “Una luce per le nazioni”. Fino a quando gli Ebrei non svolgeranno il loro compito, l’animosità e le accuse contro di loro cresceranno.

Il famoso storico inglese, il Prof. Paul Johnson, ha scritto in A History of the Jews  (Una storia degli Ebrei): “Nessun popolo ha mai insistito più fermamente degli Ebrei sul fatto che la storia abbia uno scopo e l’umanità un destino. In una fase molto precoce della loro esistenza collettiva credevano di aver trovato un schema divino per la razza umana, di cui la loro società doveva essere guida”. [32]

L’acclamato storico britannico, Sir Martin Gilbert, ha scritto in Churchill and the Jews (Churchill e gli Ebrei) sulla perspicace percezione del premier britannico, Winston Churchill, dell’importanza dell’unione per il popolo ebraico: “Gli ebrei erano una comunità fortunata perché aveva quello spirito corporativo, lo spirito della loro razza e della loro fede. (Churchill) non avrebbe … chiesto loro di usare quello spirito in senso stretto o di clan, per chiudersi agli altri … lontano dal loro modo e intenzione, lontano dai consigli dati da chi aveva più diritto di consigliare. Quel potere personale e speciale che possedevano gli avrebbe permesso di portare quella vitalità alle loro istituzioni, che niente altro avrebbe mai potuto dare. (Churchill credeva senza mancare di rispetto che) Un Ebreo non potesse essere un buon inglese senza essere un buon Ebreo”. [33]

Anche Henry Ford, la cui nota pubblicazione antisemita,  The International Jew—The World’s Foremost Problem, lo rese oggetto di ammirazione da parte di Hitler, in quella famosa composizione scrisse: “I moderni riformatori, che stanno costruendo sulla carta modelli di sistemi sociali, farebbero bene ad esaminare il sistema sociale in base al quale erano organizzati i primi Ebrei”. [34]

Da nessuno, tranne che dagli Ebrei ci si aspetta che siano una società modello. La luce che gli Ebrei hanno l’obbligo di portare alle nazioni è la luce di una società unità, dove prevalgono la responsabilità reciproca e l’amicizia, dove “Ama il prossimo tuo come te stesso” è il motto, il fondamento e l’obiettivo che gli individui della società aspirano a raggiungere.

Non solo Il Libro dello Zohar, ma anche numerosi studiosi e saggi ebrei hanno scritto che l’unione di Israele salverà loro e salverà il mondo. Nel libro, Sefat Emet, c’è scritto: “I figli di Israele corressero il mondo quando tornarono ad essere una sola nazione e un solo linguaggio. E anche individualmente … la correzione dovrebbe essere che siamo ricompensati con il correggerci e trovando la radice dell’unione fuori dalla separazione”. [35]

Dato che gli Ebrei hanno una missione da compiere, l’autore Michael Grant ha scritto su di loro: “Gli Ebrei si sono rivelati non solo non assimilati,  ma  non assimilabili”. [36] Per quanto poco chiaro possa essere  il modo, l’unica soluzione all’antisemitismo è che gli Ebrei portino la luce dell’unione al mondo creando una società modello, e condividendo col mondo i suoi principi. Non potranno evitare questa missione attraverso l’assimilazione.

Sono passati due millenni dalla distruzione della società che Ford ha ammirato. A differenza dei tempi di Abramo o di Mosè, il mondo è pronto ad ascoltare, perché le cose non funzionano. Gli Ebrei ancora una volta devono introdurre il metodo per unirsi al di sopra delle differenze. Effettivamente la chiave è la parola “sopra”. Gli Ebrei non hanno eliminato le loro differenze, ma le hanno usate a beneficio di tutta la società. Oggi, gli Ebrei devono di nuovo insegnare a se stessi come comportarsi in questo modo, e quindi diventare una società modello.

In effetti, il modo migliore per raggiungere la suddetta unione al di sopra delle differenze è focalizzarsi non sull’unire gli Ebrei, ma sul costruire un esempio di unione per il mondo, in modo che il mondo possa unirsi. Il mondo non sopporterà gli Ebrei fin quando non si uniranno tra loro, perché solo allora il resto del mondo sarà in grado di imparare e implementare il metodo. Se gli Ebrei si uniranno allo scopo di aiutare il mondo, non per aiutare se stessi, saranno visti con favore da tutte le nazioni, senza eccezione.

Nelle parole del libro Sefat Emet (Vero linguaggio), “I figli di Israele sono diventati garanti della correzione del mondo intero … tutto dipende dai figli d’Israele. Nella misura in cui si correggono (e si uniscono), tutta la creazione li segue. Come gli studenti seguono l’insegnante, l’intera creazione segue i figli d’Israele”. [37]

Se gli Ebrei porteranno l’unione al mondo unendosi tra loro e dando l’esempio, non dovranno mai chiedersi:  “Perché la gente odia gli Ebrei?”.
 

Sull’Autore


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Michael Laitman, Professore di Ontologia e Teoria della Conoscenza, specializzato in Filosofia e Kabbalah e con un Master in Bio-Cibernetica Medica. E’ stato il discepolo preferito del Kabbalista Rav Baruch Ashlag (il RABASH). Il Prof. Laitman ha pubblicato oltre quaranta libri, tradotti in decine di lingue; è fondatore e presidente dell’ ARI Institute ed è molto ricercato come oratore.

 
[1] Sam Webb, “New Colossus of Rhodes to be built in Greece – and will be taller than Statue of Liberty,” Mirror (December 24, 2015), http://www.mirror.co.uk/news/world-news/new-colossus-rhodes-built-greece-7068291

[2] Mark Twain, The Complete Essays of Mark Twain, “Concerning The Jews” (published in Harper’s Magazine, 1899), Doubleday, [1963], pg. 249.

[3] Adolf Hitler, Mein Kampf (US, Noontide Press, 2003), p 64.

[4] Quoted in The Treasury of Religious and Spiritual Quotations (US, Readers Digest, January 1, 1994), 280.

[5] Blaise Pascal, Pensees, trans. W.F. Trotter, Introduction by T.S. Eliot (Benediction Books, 2011), 205.

[6] Leo Tolstoy, “What is the Jew?” quoted in The Final Resolution, p 189, printed in Jewish World periodical, 1908.

[7] Press Release: “The Big Lie Of Israeli ‘Organ Harvesting’ Resurfaces As YouTube Video On Haiti Earthquake Goes Global,” Anti-Defamation League (January 21, 2010), http://www.adl.org/press-center/press-releases/miscellaneous/the-big-lie-of-israeli-organ.html

[8] “New antisemitism,” Wikipedia,” https://en.wikipedia.org/wiki/New_antisemitism

[9] Yehonatan Tommer & Tzvi Fleischer, “Hate’s Revival,” AIJAC, http://www.aijac.org.au/news/article/hate-s-revival

[10] “Mel Gibson,” Wikipedia,” https://en.wikipedia.org/wiki/Mel_Gibson

[11] Dan Goldberg, “Former Malaysian leader: Jews cause world’s problems,” JTA (January 27, 2010), http://www.jta.org/2010/01/27/news-opinion/world/former-malaysian-leader-jews-cause-worlds-problems

[12] “General ‘Jerry’ Boykin Jokes That Jews Are The Cause Of ‘All The Problems In The World,’” Huffington Post (updated March 12, 2014), http://www.huffingtonpost.com/2014/03/12/jerry-boykin-jews_n_4952126.html (link contains audio of statement, made at 1:52 min).

[13] JPOST.COM STAFF, “2015 saw spike in anti-Semitic incidents on US college campuses,” The Jerusalem Post (January 22, 2016), http://www.jpost.com/Diaspora/2015-saw-spike-in-anti-Semitic-incidents-on-US-college-campuses-442482

[14] “Orthodox Jewish Man Stabbed in Brooklyn; Victim in Stable Condition,” The Algemeiner (http://www.algemeiner.com/2015/11/03/breaking-jewish-ambulance-service-volunteer-stabbed-in-crown-heights-victim-in-stable-condition/)

[15] “2015-2016 UNGA Resolutions (70th Session) Condemning Countries,” UN Watch (November 25, 2015), http://www.unwatch.org/un-to-adopt-20-resolutions-against-israel-3-on-rest-of-the-world/

[16] Noah Klieger, “It’s time for an Israeli counterattack against BDS lies,” Ynetnews (June 2, 2015), http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4663944,00.html

[17] Rav Moshe Ben Maimon (Maimonides), Mishneh Torah (Repetition of the Torah, a.k.a. Yad HaChazakah (The Mighty Hand), Part 1, “The Book of Science,” Chapter 1, Item 3.

[18] Rav Moshe Chaim Lozzatto (Ramchal), Adir BaMarom [The Mighty One On High], “Explanation of Daniel’s Dream” (Warsaw, 1885).

[19] Rav Moshe Chaim Lozzatto (Ramchal), The Commentary of Ramchal on the TorahBaMidbar [Numbers].

[20] Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), The Book of Zohar with the Sulam CommentaryBeShalach [When Pharaoh Sent], item 252.

[21] Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), The Book of Zohar with the Sulam CommentaryAharei Mot [After the Death], item 66.

[22] Rabbi Shmuel Bornstein, Shem MiShmuel [A Name Out of Samuel], Haazinu [Give Ear], TARAP (1920).

[23] Rav Avraham Yitzhak HaCohen Kook (the Raiah), Orot HaKodesh [Lights of Holiness], Vol. 2, 415.

[24] Rabbi David Solomon Eibenschutz, Willows of the BrookNassoh [Take].

[25] Rabbi Kalonymus Kalman Halevi Epstein, Maor VaShemesh [Light and Sun], Nitzavim [Standing].

[26] Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), The Writings of the Last Generation & The Nation (Canada, Laitman Kabbalah Publishers, 2015), 144.

[27] Ronnie S. Landau, The Nazi Holocaust: Its History and Meaning (US, Ivan R. Dee, 1994), 137.

[28] Yad Vashem, “Related Resources, Evian conference,” url: http://www1.yadvashem.org/yv/en/exhibitions/this_month/resources/evian_conference.asp

[29] “Voyage of the St. Louis,” Holocaust Encyclopedia, http://www.ushmm.org/wlc/en/article.php?ModuleId=10005267

[30] Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), The Writings of the Last Generation & The Nation (Canada, Laitman Kabbalah Publishers, 2015), 88.

[31] Jean M. Twenge and W. Keith Campbell, The Narcissism Epidemic: Living in the Age of Entitlement (New York: Free Press, A Division of Simon & Schuster, Inc. 2009)

[32] Paul Johnson, (Christian historian), A History of the Jews (New York, First Perennial Library, 1988), 2.

[33] Martin Gilbert, Churchill and the Jews (UK, Simon & Schuster, 2007), 16.

[34] Henry Ford, The International Jew—The World’s Foremost Problem (The Noontide Press: Books On-Line), 7.

[35] Yehuda Leib Arie Altar (ADMOR of Gur), Sefat Emet [Language of Truth],Beresheet [Genesis], Noah.

[36] Michael Grant, From Alexander to Cleopatra: the Hellenistic World (New York: Charles Scribner & Sons, 1982), 75.

[37] Yehuda Leib Arie Altar (ADMOR of Gur), Sefat Emet [Language of Truth], Shemot [Exodus], Yitro [Jethro].

 

INTO TRUTH

(Nella Verità)

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